Per ogni piatto esiste un
vino ideale: solo una conoscenza enogastronomica raffinata garantisce
un abbinamento perfetto. Ogni piatto dovrebbe essere accompagnato
idealmente da un vino diverso, e quindi al variare delle portate
andrebbe variato il vino, perché ogni piatto presenta proprie
caratteristiche gustative.
L'arte dell'abbinamento
vino cibo è stata affrontata in maniera differente dalle varie
scuole europee e in maniera molto più approfondita e completa
in Italia.
La scuola Inglese
sostiene che ciascuno di noi deve lasciarsi guidare dal
proprio gusto e dalle proprie preferenze, senza seguire regole
prestabilite; solo il nostro gusto ci dice come assaporare e
gustare ogni cibo, ogni vino.
Concettualmente
può essere corretto ed all'avanguardia, ma chi abbinerebbe mai
un passito di Pantelleria con della carne alla brace.
La scuola francese
è meno radicale al riguardo. Basandosi sempre sul gusto personale
ha elaborato delle regole che rappresentano una guida che non
permette di compiere degli errori grossolani.
§
Nessun grande vino liquoroso bianco va servito
con carni rosse e selvaggina
§
Un grande vino rosso non deve essere servito
con pesci crostacei o molluschi.
§
Vini bianchi vanno serviti prima dei rossi (qui
abbiamo molte eccezioni come un vino passito con un dessert,
un moscato d'Asti con il panettone ecc.)
§
I vini leggeri vanno serviti prima di quelli
robusti.
§
Vanno serviti prima i vini che necessitano di
una bassa temperatura di servizio (spumante prima, rossi quasi
a temperatura ambiente dopo)
§
I vini vanno serviti secondo una crescente gradazione
alcolica
§
Abbinare ad ogni piatto il proprio vino, se si
hanno pochi vini servire pochi piatti.
§
Servire i vini nella loro migliore stagione (novelli
a fine anno, rossi in inverno, bianchi in estate)
§
Separare ogni vino bevendo un sorso d'acqua.
§
Non servire un solo grande vino in un pasto,
nè la bottiglia nè l'uomo devono essere da soli a tavola.
La scuola Italiana
ha approfondito il tema dell'abbinamento cibo vino considerando
tutte le caratteristiche olfattive e gustative sia del cibo
che del vino.
§
Abbinamento per tradizione :
Un piatto tipicamente
regionale o locale va generalmente abbinato ad uno dei vini
della stessa zona per creare un'affinità di profumi e di sapori.
§
Abbinamento per contrapposizione e concordanza
di sapori :
L'abbinamento più
piacevole si ha quando il vino esprime caratteristiche opposte
a quelle del cibo. Quando un piatto é particolarmente grasso
(lo zampone ad esempio) sarà bene abbinarlo ad un vino rosso
fresco (inteso come acidità del vino), sapido che contrastando
l'untuosità del cibo ripulisca la bocca e alleggerisca la pesantezza
del piatto.
Il sapore dolce
di un cibo tende a prevalere, soprattutto nel caso dei dessert.
Poiché non esistono vini secchi che possano reggere il confronto
con il carattere dolce di un dessert é decisamente meglio assecondare
il contenuto zuccherino del piatto e abbinare un vino dolce
(concordanza piatto dolce vino dolce).
Tendenzialmente
il corpo del vino deve essere proporzionale alla struttura del
piatto e quindi un piatto piuttosto complesso che necessita
di una preparazione elaborata dovuta al tipo di cottura, alla
quantità o preziosità degli ingredienti, va abbinato ad un vino
altrettanto complesso e robusto, di buon invecchiamento, che
possa cioè non essere sovrastato dalla personalità del cibo.
Un piatto leggero e delicato di conseguenza non dovrà essere
" coperto " da vini troppo importanti o dotati di
una pronunciata componente aromatica, ma si sposerà ad un vino
schietto, leggero e giovane.
§
Abbinamento legato alle stagioni:
Si basa sul principio
logico che in estate difficilmente prepareremo piatti tipicamente
invernali e viceversa. In inverno avremo piatti maggiormente
calorici, in estate piatti tendenzialmente leggeri, da qui si
capisce che in estate non berremo un Barolo perchè adatto a
piatti complessi !
Per aiutarvi a non commettere
errori, vi forniamo qualche suggerimento in base ad ogni pietanza.
Speriamo siano utili e graditi!
Antipasti:
§
Se a base di pesce affumicato, l'abbinamento
migliore è rappresentato dall'alcolico che li accompagna tradizionalmente
nel paese d'origine: gin con le anguille, schnaps con le aringhe.
Per accompagnare il salmone affumicato, invece, si offrono varie
possibilità: uno spumante secco a base di uve Pinot, un vino
di Chardonnay o anche un rosso fruttato.
§
Se a base di uova,
l'accompagnamento migliore è rappresentato da un vino
bianco secco di carattere, che stacchi nettamente rispetto al
sapore delle uova.
Se il piatto è freddo, il vino deve essere robusto; se è caldo,
il vino potrà essere rosso o bianco, ma sempre giovane e leggero
§
Per le carni fredde
o gli affettati non impiegate vini troppo fini, poiche
il loro sapore risulterebbe alterato. Servite piuttosto un vino
bianco schietto, un rosato o un rosso giovane e fresco. Senza
dimenticare, secondo la stagione, un vino novello.
§
Per i pate e le terrine, se sono grassi, servite
senza esitazioni un rosso giovane o un bianco molto secco e
pieno, affinato in barrique. Le terrine di carne si abbinano
perfettamente con vini rossi corposi; i patè di selvaggina,
con vini rossi robusti. Il fois gras reclama un Gewürztraminer o un Tocai, che
sono vini generosi, robusti e corposi. Gli audaci cercano il
contrasto con un bianco secco invecchiato o con un bianco abboccato.
I raffinaci stappano uno Champagne di una cuvee speciale millesimata.
§
I vini e le
verdure non costituiscono accoppiamenti ben assortiti, soprattutto
quando il condimento è rappresentato da salse a base di aceto,
aglio o spezie. Si può quindi evitare il vino, oppure affidarsi
a vini morbidi ma nervosi, di equilibrata semplicità, che si
abbineranno assai bene anche ai frutti di mare.
Primi
piatti:
§
I primi piatti richiedono vini diversi in funzione
del tipo di condimento che li insaporisce.
Paste e risotti con verdure poco aromatiche prediligono bianchi
secchi, freschi, magari leggermente fruttati. Paste con sughi
di verdure più strutturati e aromatici (trenette al pesto e
orecchiette con broccoletti) e risotti con funghi o tartufi,
si sposano meglio con vini bianchi di maggior corpo, soprattutto
se affinati o "barricati". Le paste al forno e gratinate,
magari con ripiepo di carne, si accompagna- no bene ai vini
rosati e ai chiaretti che si possono servire anche con i legumi.
§
Il vino non è obbligatorio per le minestre ed
i consommè, ma certo gradito ai più. Se la zuppa contiene vino
rosso, Porto, Xeres o Madera, potrete accompagnarla anche con
un bicchiere dello stesso vino. Al consomme si aggiunge talvolta
un cucchiaio di Xeres o di Porto (ruby o tawny). I puristi sostengono
però che questa aggiunta rovina il sapore; forse conviene, quindi,
evitare anche ogni abbinamento col vino. Se la minestra è consistente,
a base di carne o di selvaggina, si può servire un rosso robusto.
Una zuppa di pesce richiede un bianco secco e fruttato; una
minestra di verdura, un rosso leggero.
Carne:
§
L'esperienza
dimostra che il vino che dovrà accompagnare in tavola un piatto
di carni bianche va scelto in funzione del ruolo che gli si
vuole assegnare. È chiamato a rinfrescare il palato e ad accentuare
il gusto della carne? Il vino dovrà avere allora un'acidità
abbastanza sostenuta. Se si desidera, invece, solo una bottiglia che tenga
compagnia alla pietanza? Dovrà essere un vino fruttato. Per
i sostenitori del rosso, un vino leggero, non troppo intenso,
sarà una buona soluzione.
I bianchi fruttati terranno benissimo testa ai ragù di carni
bianche. Se i piatti sono molto speziati, tuttavia, un rosso
molto leggero sarà più appropriato.
§
Sempre
vino rosso con le carni rosse? Sì, se si tratta di tagli di
bue, montone o agnello cucinati in modo semplice. Ma quando
vengono stufate, spezziate o condite con salse forti, queste
carni richiedono un vino che ne esalti i sapori. Il vino deve
accompagnare il piatto senza schiacciarlo. Con piatti caldi
bisognerebbe servire vini piuttosto fruttati, mentre le carni
fredde preferiranno vini tannici. D'estate è possibile accompagnare
fette di carne fredda con vini molto freschi, rosati o bianchi.
Se si preferiscono i rossi, bisognerà sceglierli leggeri e fruttati
da bere freschi.
§
In generale le carni bovine si abbinano ai vini
rossi giovani e fragranti. L'agnello, il capretto e il montone
alla griglia o arrosto si sposano bene con vini rossi fini.
Un esempio perfetto è rappresentato dall'abbinamento di cosciotto
d'agnello e Sassicaia. Le cotolette d'agnello, generalmente
più grasse, richiedono invece un vino più corposo. Il vino va
adeguato al tipo e alla consistenza della carne.
§
Per
le carni ovine, se poco cotte, o addirittura
crude ( carpaccio o tartara), si servirà un vino molto deciso;
con arrosti o carni alla griglia, un vino meno deciso, ma con
un pizzico di potenza. Con i grandi arrosti, evitate i vini
vecchi, che invece accompagneranno a meraviglia un'entrecote
morbida o una bistecca sugosa. Infine, sui bolliti si può proporre
un rosso leggero, oppure tentare un abbinamento audace con un
bianco secco tratto da uve chardonnay o sauvignon, meglio se
affinato in botti di rovere.
§
Nella
scelta del vino ideale per la selvaggina, è necessario tenere
in considerazione l'età della carne e la sua preparazione, che
costituiscono criteri decisivi. Una carne frollata potrà essere
accompagnata soltanto da vini potenti. La tipologia della selvaggina
acclude la scelta del vino: le qualità più fini devono accompagnarsi
a vini che siano alla loro altezza. Per esempio, un fagiano
arrosto diventa un cibo da re quando è servito con un Barbaresco.
Naturalmente, la selvaggina cacciata in una regione viticola
non può avere migliore accompagnamento di un vino locale.
Pesce:
§
Per quanto riguarda i pesci, il vino bianco secco
costituisce sempre un ottimo accompagnamento, ma non l'unico.
Ormai si apprezza anche un rosato e certe ricette in cui il
pesce è cotto nel vino rosso (come il salmone Chambord e i crostacei
al vino rosso) reclamano addirittura un vino rosso. Molti ritengono
ancora che il rosso e il rose acquistino sapori metallici con
il pesce. Per smentire questa convinzione vale la pena di provare
su un salmone, un ippoglosso o un rombo, preparati in modo molto
semplice, un rosso leggero dotato di una certa acidità, scelto
per esempio tra i vini dell'Oltrepò.
§
Con i molluschi si possono bere anche
dei rosati secchi; su un misto di frutti di mare scegliete un
vino non troppo robusto, che valorizzi il componente più importante
del l'assortimento (granchio, scampi, aragosta, gamberetti,
ostriche ecc.). Naturalmente niente è meglio del vino locale,
per innaffiare i molluschi della regione: sulla costa adriatica
la leggera rusticità di certi bianchi veneti sarà ideale. I
vini secchi si abbinano alla perfezione con i molluschi freddi
e le cappesante.
Funghi:
§
I funghi richiedono
solitamente vini che ne esaltino le caratteristiche e non ne
mascherino i sapori
Formaggi:
§
Formaggi italiani: ogni regione ne vanta una
ricca gamma e ciascuno ha un suo vino, con cui celebra un matrimonio
d’amore, Già è complessa la classificazione dei formaggi, che
si distinguono in base a diversi fattori: il tipo di latte (di
vacca, di bufala, di pecora o di capra, misto): la tecnica di
elaborazione (pasta semicotta o cotta); la qualità della pasta
(molle o dura); il contenuto in grasso (formaggi magri; semigrassi
o grassi); la maturazione (formaggi freschi o stagionati). Le
loro caratteristiche di profumo e di gusto variano poi moltissimo
e condizionano l’abbinamento.
§
Senza pretendere di esaurire l’argomento, vediamo
una panoramica di alcuni dei principali formaggi italiani, regione
per regione, con l’indicazione dei vini giusti, scelti di preferenza
nelle stesse zone d’origine; mai come nel caso dei formaggi
è determinante il "genius loci" che lega, per affinità
elettiva, vini e cibi della medesima terra.
I
Formaggi freschi si sposano bene ai bianchi secchi morbidi (Frascati
Superiore, Orvieto Classico) o ai rosati fruttati (Chiaretto
del Garda, Rosato del Salento), serviti freschi, sui 12°. In
alternativa rossi giovani e leggeri, anche novelli (dal Bardolino
alla Schiava, al Monica di Sardegna), sui 15°C.
Per
i caprini bianchi e profumati (Sauvignon delle Grave friulane,
Vermentino di Gallura) a 10-12°C. oppure rossi morbidi, giovani
(Merlot del Piave, Montepulciano d’Abruzzo) a 16° C.
Con
i formaggi "blu" a pasta erborinata (Gorgonzola piccante,
Stilton, Roquefort), vini rossi vigorosi (Barbera d’Asti, Rosso
Conero) a 18° C. o bianchi passiti liquorosi (Marsala Vergine,
Porto Vintage)
I
formaggi a pasta dura (Grana Padano, Parmigiano-Reggiano) richiedono
rossi maturi e austeri (Barolo, Nobile di Montepulciano, Aglianico
del Vulture) a 18° C. oppure rossi giovani e frizzanti (Lambrusco)
a 14°C. Con le scaglie di grana, all’aperitivo, brut classici
a 8° C.
I
formaggi a pasta molle o a pasta pressata, cotta o non cotta,
si servono con vini rossi robusti (Sfursat, Amarone, Sagrantino
di Montefalco) a 18° C.
Pizze:
§
Un fine conoscitore
di vini sicuramente sa che la scelta dipende dagli ingredienti
utilizzati nella pizza. Quella napoletana richiede vini secchi
con retro gusto amarognolo; la margherita vini bianchi secchi;
la quattro formaggi vini rossi di corpo; quella ripiena vini
freschi e giovani.
Dolci:
§
Benche gli abbinamenti possibili siano numerevoli,
lo
spumante dolce e i vini liquorosi sono sempre i preferiti come
accompagnamento per i dessert. Una coppa di Moscato d'Asti non
delude mai: il suo sapore fruttato sarà sempre gradito e, se
necessario, saprà alleggerire una crema particolarmente ricca.
L 'altro grande classico è rappresentato dai vini amabili o
liquorosi: Marsala, Picolit, Aleatico rappresentano sempre una
soluzione gradevole e raffinata per ogni problema di abbinamento. Senza dimenticare la possibilità di servire un
bicchiere di liquore che faccia eco al profumo del gelato.
Se nel dessert si utilizza un liquore (crepes flambees,
dolci o creme al liquore), se ne può servire un bicchierino
anche come accompagnamento. Se volete fare una scelta non tradizionale,
ricordatevi comunque di scegliere il vostro vino in funzione
della quantità di zucchero impiegata nella preparazione del
dessert. Un vino dolce risulterà acido e squilibrato,se abbinato
a un cibo molto dolce:un dessert di questo genere cancellerà
le qualità di qualunque vino fine.
§
Per molti esperti l'abbinamento
cioccolato-vino è infelice, ma questa presa di posizione non
è condivisa da altri, buongustai in testa, pronti a non rinunciare
a una golosità così "eccentrica". Per accompagnare
il cioccolato è tuttavia consigliabile un vino "corretto",
come il Barolo Chinato e il Visner di Pergola (fatto con uva
e ciliegie marasche selvatiche). Con il cioccolato fondente
è invece più consigliabile un vino da dessert come il passito
di Pantelleria , il Sagrantino di Montefalco o il Recioto della
Valpolicella.